Notizie ad emissioni ZeroChiude la stagione della cacciaIn tutta Italia festeggiamenti, ma i problemi non mancano
Il 30 gennaio si è chiusa la stagione venatoria apertasi il 18 settembre. Anche quest’anno quindi finisce l’agonia di uno “sport” che innalza la sua gloria sulla vita di altri esseri viventi che hanno l’imperdonabile colpa di vivere (o essere portati) in zone caccia.Mentre le associazioni a favore esultano perché si è dimezzato il numero delle le persone che hanno perso la vita per cause strettamente e direttamente legate alla caccia, il bilancio della strage faunistica stenta a contare i suoi milioni di vittime.A ricordo e sensibilizzazione della popolazione sui temi della caccia, al coincidere con la chiusura della stagione venatoria 2011/12 si sono svolti in tutta Italia festeggiamenti di vario genere. Tra queste, il 4 febbraio a Palermo, si è svolto un sit-in contro la caccia a Piazza Politeama assieme promosso dalle associazioni LAV-LIPU-LIDA-OIPA-WWF-LNDC-ADA-ASVA-Rete LILLIPUT. Armati di megafono e mostrando striscioni, a volte contenenti anche con immagini crude, alcune centinaia di persone hanno gridato i propri spot contro la caccia, sensibilizzando gli uditori.
Giovanni Cumbo, delegato LIPU, che stagione è stata quella appena conclusa? Una stagione venatoria che è stata caratterizzata dall’uccisione ingiustificata di milioni di animali, tra i quali specie in declino e specie protette come i rapaci, solo per mero scopo di divertimento. Una stagione di caccia contrassegnata dall’uso spropositato delle cosiddette deroghe a specie “protette” come il fringuello o lo storno (è un controsenso ma purtroppo è così) per futili motivi, . Le deroghe in Italia sono divenute da strumento eccezionale a regime semipermanente di caccia su specie protette per soddisfare le richieste di alcuni ambienti venatori. E’ stata aperta con ciò una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea. Oltre i vincoli e le regolamentazioni, quali sono gli effetti collaterali legati alla caccia per le specie animali? Esiste il problema del rumore che provoca un colpo di fucile mette in allarme e sotto stress tutte le specie animali. I cosiddetti Pantani della Sicilia sud-orientale (nei comuni di Pachino e Ragusa) sono meta di molti uccelli acquatici svernanti e nidificanti come la moretta tabaccata, specie in declino. Ci fu anche il tentativo di nidificazione del fenicottero (che in Italia nidifica solo a Comacchio e nelle saline di Cagliari). Purtroppo erano anche meta di molte associazioni venatorie. Frequenti osservazioni di ornitologi facevano notare che, nei giorni di silenzio venatorio, i pantani erano molto più ricchi di uccelli rispetto ai periodi di caccia. Oggi finalmente, dopo lunghe battaglie e ricorsi, l’area dei pantani è divenuta da riserva di caccia a riserva naturale! un grande traguardo da parte di ornitologi e associazioni ambientaliste Non parliamo poi dei ripopolamenti che hanno fatto in passato e che fanno a fini venatori ad esempio con il coniglio o altri mammiferi con il conseguente espandersi in maniera spropositata delle specie fino all’alterazione dell’equilibrio naturale, in particolar modo nelle piccole isole. Per quanto riguarda le armi? Molti dei cacciatori utilizzano metodi non consentiti, come ad esempio l’uso dei pallini di piombo nelle zone umide sugli uccelli acquatici. Questi ultimi, ingeriscono i pallini che si trovano nel terreno scambiandoli per sassolini che utilizzano per facilitare la digestione.. IL PIOMBO è capace di determinare gravissime intossicazioni in molte specie di uccelli. Una volta nel loro stomaco, vengono erosi dai succhi gastrici. Il piombo passa nel sangue in gran quantità determinando gravissimi effetti tossici: basta la presenza di 10 pallini nello stomaco per portare un uccello acquatico a morte in pochi giorni per intossicazione acuta.Una convenzione sottoscritta all’Aia nel 1996 prevede il “divieto di uso dei pallini da caccia al piombo nelle zone umide a partire dal 2000” ma purtroppo è entrata in vigore in Italia solo nel 2006. Nelle aree umide si dovrebbero usare pallini d’acciaio ( o meglio non andare a caccia!). Inoltre arrivano ai Centri Recupero diversi rapaci (specie particolarmente protette) con fratture da arma da fuoco. Questo significa che ci sono in giro cacciatori che, durante la stagione venatoria (e non solo) abusano del fucile e del relativo patentino di caccia per sparare a qualsiasi specie vedono. Dovrebbero esserci più controlli e soprattutto degli esami più rigidi per l’abilitazione alla caccia.
Criticità negative sussistono anche per gli uomini? c’è l’azione negativa e diseducativa che la caccia effettua sui bambini. Tra l’altro ci sono alcune associazioni venatorie che fanno “educazione ambientale” nelle scuole! Ultimo ma non per importanza i gravi e fatali “incidenti di caccia” verso passanti, escursionisti o raccoglitori di funghi che avevano solo la colpa di trovarsi nella stessa traiettoria del fucile. Considerata uno “sport”, un “passatempo”, la caccia possiamo noi definirla un mezzo usato per sfogare la rabbia distruttiva di una gran fetta della popolazione italiana: i cacciatori.
Voi invitate spesso a tener alta l’allerta sulla caccia. Si, più volte infatti in passato sono state fatte clamorose proposte di liberalizzazione della caccia come le pre-aperture e prolungamenti, caccia nei parchi, caccia durante la stagione riproduttiva, depenalizzazioni di gravi reati di bracconaggio, ecc. L’ultima è stata proprio di qualche giorno fa, per fortuna già ritirata grazie all’intervento delle Associazioni animaliste.Si Scritto il 20/02/2012 alle 22.12 da Riccardo Inguì Non ci sono allegati per questa notizia "Tutti gli articoli pubblicati, se non diversamente specificato, sono stati scritti per As-Live a titolo gratuito La redazione, tutti i collaboratori e gli autori lavorano per la realizzazione del magazine a titolo gratuito. La pubblicazione As-Live è gratuita ed è diffusa in tutto il territorio nazionale". Questa Notizia è stata letta 297 volte
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